L' Alchimia

Prima della chimica

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Sin dall’inizio delle civiltà più antiche, l’alchimia era una branca dei saperi esoterici o occulti la cui conoscenza era un frutto riservato ai sapienti e ai “magi”. Tale disciplina era l’aspetto per così dire più scientifico e legato alla conoscenza delle sostanze esistenti in natura e combinabili tra loro, mentre la teurgia, l’astrologia e la magia costituivano gli aspetti, o livelli più metafisici e religiosi e cercavano di scoprire i legami tra l’uomo e il resto dell’universo visibile ed invisibile. Potremmo definire l’alchimia come la protoscienza da cui deriviamo la chimica moderna che ha sostituito agli aspetti più mitici e misteriosi una più concreta osservazione della realtà e della sperimentazione.

L’etimologia del termine 'alchimia' è incerta: si pensa che derivi dall’arabo al-kimiya o al-khimiya che significa 'fondere', 'colare insieme', 'saldare'; un’altra etimologia fa risalire il termine agli antichi Egizi che chiamavano la loro terra Kemi ed erano considerati potenti maghi in tutto il mondo antico. Ancora, un altro etimo è il cinese kim-iya, che significa “succo per fare l’oro”.

Appare chiaro dalla ricerca etimologica che uno dei principali obiettivi degli antichi alchimisti era la trasformazione dei metalli in oro. Ciò era possibile, nelle loro teorie, solo attraverso la pietra filosofale, una mitica sostanza (in polvere o di tipo etereo) che era parimenti indispensabile nella ricerca dell’immortalità e della suprema conoscenza. Questo mito è stato ripreso con successo nella saga di Harry Potter. 
Fino al XVIII secolo, l’alchimia conservò lo status di scienza, a cui molti uomini illustri dedicarono parecchi anni di studio: si pensi a Isaac Newton, Roger Bacon, San Tommaso d’Aquino, Tycho Brache, Paracelso. 
Nella trasformazione dei metalli, cioè il vero e proprio processo alchemico, gli alchimisti parlavano di una serie di fasi, variabili da tre a dodici, collegate anche al significato magico dei numeri; tuttavia gli stadi fondamentali del procedimento erano tre contraddistinti dal colore assunto dalle sostanze durante la trasformazione:

  • Nigredo, o processo di putrefazione, nel quale la materia si dissolve, tendente al nero
  • Albedo o processo di sublimazione in cui la materia si purifica e tende al bianco
  • Rubedo o processo finale in cui la sostanza diventa rossa

L’alchimia non si sviluppò solo in Occidente, ma anche in Egitto, in India e in Oriente, specialmente in Cina, dove però l’interesse principale degli alchimisti si volse alla medicina, alla cura dei mali e alla ricerca dell’elisir di lunga vita. Libro fondamentale di saggezza su questo argomento è il commentario scritto da Wei Po –Yang per il famoso I-Ching, Libro delle Mutazioni: questo testo, il Ts’an T’ung Ch’i scritto nel 142 a. C. espone la dottrina dei cinque elementi (acqua, fuoco, legno, oro e terra) e dei due contrari (yin e yang) su cui si basa l’equilibrio universale).

'Laboratorio dell'alchimista', Hans Vredman de Vries
'Laboratorio dell'alchimista', Hans Vredman de Vries

Il padre dell’alchimia indiana è invece Nagarjuna, una figura leggendaria, metà mago e metà alchimista, autore di un trattato di magia, il Kaksaputa Tanta. Gli Egiziani furono maestri dell’alchimia e conoscevano segreti che sono andati certamente perduti con la distruzioni di tutti i volumi causata dall’incendio della biblioteca di Alessandria, nel 391. Per questo non ci sono pervenuti trattati di alchimia se non frammenti in traduzioni greche. La leggenda fa risalire la nascita dell’alchimia egiziana al dio Hermes - Thot, che i Greci chiamavano Ermete Trismegisto. Il simbolo della divinità era il caducèo, (ancor oggi il simbolo della medicina) e la Tavola di Smeraldo, a noi pervenuta attraverso traduzioni greche e arabe, è considerata generalmente la base della alchimia occidentale.

Il mondo islamico annoverava invece alchimisti di rango come Al-Razi e Jabir ibn Hayyan (il Geberus dei Latini). Questo importante alchimista, analizzò gli elementi secondo le quattro qualità di base e cioè caldo, freddo, secco e umido. 
La mescolanza di queste qualità determinava la trasformazione dei metalli. Si comprende quale influenza queste teorie esercitarono sulle correnti alchimistiche occidentali.

'Gli Alchimisti' di Pietro Longhi (1701-1785)
'Gli Alchimisti' di Pietro Longhi (1701-1785)

Nella storia dell’ alchimia attraverso i secoli, possiamo individuare il prevalere, in certe epoche, di un interesse rispetto all’altro. Nel 1144 il Liber de composizione alchemiae, traduzione dall’arabo di Roberto di Chester, si presenta come un trattato pieno di connotazioni simboliche, ed esoteriche; alla fine del XIII secolo con Raimondo Lullo, l’alchimia era prerogativa di pochi uomini considerati veri e propri maghi. Nel secolo successivo l’alchimia subì un arresto a causa dell’editto di proscrizione di Papa Giovanni XXII, anche se personaggi come Nicholas Flamel (che ritorna come personaggio mitico nella saga del maghetto Potter) mantenne segretamente vivo l’interesse per lo studio e la pratica della alchimia. In questo periodo prevaleva l’interesse per la cura delle tante malattie e delle calamità che affliggevano l’umanità; spesso falsi maghi e ciarlatani cercavano di vendere presunti elisir di lunga vita. Inoltre la trasformazione dei metalli in oro rappresentave la purificazione dell’anima dalle bassezze e dalla corruttibilità.

Nel 500 le scienze ed i saperi convergono verso una simbiosi che oggi definiremmo interdisciplinare: tutto il sapere doveva promuovere la giusta evoluzione dell’uomo posto al centro dell’universo. Paracelso contribuì a diradare quell'aura di magia e di occultismo che pesava sull’alchimia, causando persecuzioni e false credenze nel corso dei secoli. Inoltre ipotizzò le relazioni di equilibrio tra gli elementi naturali come lo zolfo ed il mercurio a cui egli aggiunse il sale quale terzo elemento; la salute degli esseri viventi era essenzialmente di natura minerale e non organica e poteva essere ristabilita attraverso questo equilibrio di relazioni: si possono intravedere i principi della chimica e della medicina moderna.

Fonte:
www.inspiegabile.com

Redazione

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