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Particolare del dipinto "Madonna con bambino e san Giovannino"; sembrerebbe ritrarre un disco volante. Leggi l'articolo... |
Gli U.F.O. nella storia
La clipeologia, come la paleoastronautica, studia testimonianze di eventi misteriosi che ci giungono dall’antichità; si tratta di una branca dell’archeologia ancora non ufficiale. L’aspetto che differenzia la clipeologia dalla paleoastronautica riguarda il suo campo di ricerca, che si concentra su indizi, ad esempio in dipinti o affreschi, che facciano pensare all’esistenza dei dischi volanti o U.F.O. (oggetti volanti non identificati). Il termine Clipeologia deriva infatti dalla parola Clipeo, in latino clypeus, che stava ad indicare gli scudi tondi degli antichi romani; Plinio il Vecchio (23 – 79 d.C.) nelle Historiae Naturales, descrive come clipei ardentes (scudi infuocati) certe strane apparizioni nei cieli. Riferimenti ad avvistamenti di questo tipo si trovano anche nelle opere di Plutarco, Eschilo e Valerio Massimo. Altre testimonianze ci giungono da Senofonte, che nella sua opera Anabasi (risalente al IV secolo a. C.) redige una classifica dei misteriosi oggetti volanti: li descrive nelle forme a conchiglia, piatti, a campana, triangolari. Alessandro Magno descrive una flotta di “grandi scudi di argento scintillante” che sorprese l’esercito greco mentre attraversava il fiume Jaxartes, in India. Cicerone, nel suo "De Divinatione ", racconta: “...il sole splendette nella notte, con grandi rumori nel cielo e il cielo sembrava esplodere e stupefacenti sfere vi apparvero...”. |