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I Corti del Mistero

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1977, 31 Agosto, Sturno (AV) – L'Alieno nel bosco Stampa E-mail
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mercoledì 28 maggio 2008 23:39

Il caso di Sturno

Il visitatore argenteo

Il seguente caso è stato considerato per diversi anni un classico dell'ufologia italiana; la storia giunse persino in America, suscitando molta curiosità. La vicenda ha inizio nei pressi di Sturno, in provincia di Avellino, in Campania. Sono circa le 00.15 del 31 Agosto 1977; due ragazzi, Michele Giovanniello e Rocco Cerullo, studenti all’Università di Napoli, stanno percorrendo in macchina la strada provinciale che va da Sturno a Frigento: ad un tratto, la loro attenzione è catturata da una strana luminosità rossastra che si spande da una macchia di boscaglia su un lato della strada.

Scheda del caso:

Classificazione - 3° Tipo (IR3)
Data - 31 Agosto 1977, ore 00.15
Luogo - Sturno (Avellino), Campania, Italia
Testimone - Michele Giovanniello, Rocco Cerullo,  Antonio Pascucci, Michelino Riefoli, Mario Sisto
Tipologia UFOForma circolare, sormontato da una cupola.
Tipologia Alieni - Tipo E - Robot | Atteggiamento: Amichevole
Documenti disponibili - Nessun documento disponibile

I due studenti decidono di fermarsi per appurare la natura del fenomeno; scesi dall’auto, riescono a scorgere una serie di luci multicolori ed una figura umanoide che gli viene incontro. Spaventati, i giovani tornano subito alla macchina e corrono in paese; lì convincono tre loro amici, fra cui il 24enne Antonio Pascucci, a tornare sul posto per convalidare le loro osservazioni. I cinque tornano allora nel bosco, dove sono ancora presenti le luci colorate e l'alieno. Il gruppo tornò quindi nuovamente in paese per chiedere rinforzi e convinsero altri due conoscenti a seguirli. Erano circa le 02.00 quando il gruppo, ormai composto da sette persone, faceva ritorno sul luogo dell’avvistamento. Avendo constatato che la misteriosa fonte luminosa era ancora presente, i giovani si arrampicarono su un pendio cercando di raggiungerla.

Giunti in cima al pendio, i ragazzi scorsero, ad una ventina di metri, una figura umanoide dall’aspetto robotico. L’essere emetteva fasci di luce color arancio da quelli che sembravano essere occhi; era alta circa due metri ed indossava una tuta argentea. Non sembrava avere un collo (forse indossava un casco), le braccia erano articolate, mentre gli arti inferiori apparivano rigidi. Alcuni testimoni notarono un bracciale o una scatola nera sull’avambraccio destro e una cintura metallica all’altezza dei fianchi. Ad un tratto, l’essere avanzò in direzione del gruppo di amici; i ragazzi, terrorizzati, volevano scappare, ma “qualcosa” li trattenne dal farlo. L’essere emetteva un suono simile ad un cicalino (bip…bip…) e, improvvisamente, alzò il braccio sinistro come ad indicare il cielo.

A quel punto, i ragazzi fuggiorono in preda al panico; tornati sul posto diverse ore dopo non trovarono alcuna traccia dello strano avvenimento. All'inizio, i giovani, non vollero divulgare l'accaduto per paura di non essere creduti; successivamente, però, decisero di allertare i carabinieri che, giunti sul posto, rinvengono tre profonde impronte triangolari disposte in maniera circolare (o al limite triangolare). Alcuni testimoni raccontarono di aver visto, in lontananza, anche un UFO a terra; a quanto raccontano i ragazzi, il velivolo sembrava essere circolare, circondato da oblò illuminati e sormontato da una cupola che sembrava avere delle luci rotanti. 

Michelino Riefoli e Mario Sisto, due dei ragazzi che assistettero all'incontro ravvicinato, vennero poi sottoposti a ipnosi regressiva dal Professor Franco Granone, docente di malattie nervose e mentali e di psicologia all'Università di Torino nella sede di Vercelli. Granone racconta:

Franco Granone
Franco Granone

«[...] ricevetti una telefonata da Napoli: il corrispondente italiano del settimanale statunitense "National Enquirer", Paul House, voleva che sottoponessi ad ipnosi due persone che dicevano d'aver osservato un essere sceso da un UFO. Acconsentii, premettendo subito che tale procedura non poteva però garantire la realtà dell'evento raccontato. [...] vennero quindi nel mio studio Paul House, l'inviato speciale dell'Enquirer John Checkey (giunto appositamente dagli Stati Uniti), il fotografo Herbert Fried ed i due soggetti da porre in ipnosi, Michelino Riefoli e Mario Sisto, che io ipnotizzai in presenza dei tre giornalisti dopo avere avuto il loro consenso scritto.»

I due ragazzi riferirono, sotto ipnosi profonda, la stessa storia raccontata in precedenza, senza cambiamenti o contraddizioni. Il Professor Granone, comunque, tiene a precisare che l'ipnosi non ha carattere probatorio: nonostante questa procedura esclude che il soggetto possa deliberatamente mentire, infatti, l'esperienza raccontata può essere frutto di un'allucinazione o, più semplicemente, i due ragazzi potrebbero essere stati vittima di uno scherzo; eseguito così magistralmente da convincerli di aver sperimentato un autentico incontro ravvicinato del terzo tipo (IR3).

Solo uno scherzo

La soluzione del mistero giunse quando il sindaco di Sturno, Alberto Forgione, di fronte alle telecamere della RAI, confessò di essere uno degli autori di quello scherzo, così ben riuscito, volto a far credere a dei ragazzi di aver assistito all'atterraggio di un UFO con tanto di alieno. L'innocente burla, sfuggì al controllo dei suoi autori (che facevano parte del gruppo dei sette testimoni, assieme alle vittime dello scherzo), vi fu l'intervento dei carabinieri e la storia venne riportata sui maggiori quotidiani italiani come uno dei più convincenti casi di incontri ravvicinati nostrani.

Ultimo aggiornamento ( martedì 08 luglio 2008 00:34 )
 

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